La Basilica di Santa Maria Maggiore
Agli ospiti del Mecenate Palace Hotel che hanno scelto di prenotare le camere che si affacciano sulla piazza basterà spalancare la finestra. Gli altri appena usciti dall'hotel, potranno ammirare una delle più famose chiese di Roma: la Basilica di Santa Maria Maggiore.
E' stata costruita da Papa Sisto III per celebrare la proclamazione della Vergine Madre di Dio, da parte del Concilio di Efeso nei 431 d.C. E' dunque la prima chiesa del mondo dedicata alla Madonna e l'unica che conservi la struttura paleocristiana, quasi intatta nella meravigliosa navata centrale.
Secondo la leggenda, tuttavia, Santa Maria Maggiore sorge sui resti di un'antecedente basilica edificata da Papa Liberio nel 352 d.C. a seguito di un'apparizione della Madonna che presagiva una miracolosa nevicata poi avvenuta durante la notte del 5 Agosto dello stesso anno: di qui il nome di Basilica Liberiana.
Le due armoniose cappelle laterali, Sistina (opera di Domenico Fontana, commissionata da Sisto V) e Paolina, dalle cupole gemelle, il campanile romanico a cuspide alto 75 metri , l'elegante facciata settecentesca, capolavoro di Ferdinando Fuga e la monumentale abside di Carlo Rainaldi formano un insieme architettonico di fascino e grandiosità unici.
La prima sensazione che il visitatore prova entrando nella Basilica è di profonda suggestione: le sculture. i mosaici, le pitture d'inestimabile valore, le tombe dei Papi e di altri personaggi illustri testimoniano quattordici secoli di storia, dal V al XIX secolo. Ancora sentito è il culto dell'immagine della Vergine Maria con il Bambino, dipinta, pare, dall'Evangelista Luca e venerata come “ Salus Popoli Romani”, che tino al XVI secolo veniva portata ogni anno in solenne processione, da San Giovanni in Laterano , allora Cattedrale di Roma e sede dei Papi, a Santa Maria Maggiore.
Di fronte all'abside della Basilica si erge un obelisco, alto 14 metri , portato a Roma dall'imperatore Claudio ed eretto da Sisto V per la sistemazione della piazza ad opera di Domenico Fontana.
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